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LA LUCIERNAGA

“La Luciernaga” (La Lucciola) è un progetto dell’Organizzazione “Azione per lo sviluppo comunitario” (ADP) di Tegucigalpa, Honduras. ADP è un’Organizzazione Non Governativa senza fine di lucro che ha come fine principale la promozione della donna in ogni aspetto e ambito. L’associazione è costituita quasi interamente da donne (la presidentessa, Emma Mejia, è un’attivista per i diritti umani ed ha una storia di impegno politico e sociale) che hanno subito violenze, maltrattamenti e soprusi ed ha l'obiettivo di accogliere donne che continuano a subire tali vessazioni. Il lavoro dell’Organizzazione è un contributo alla promozione dell’equità, della giustizia sociale e al miglioramento della qualità della vita delle persone a partire dal lavoro con le donne. L’Organizzazione ha una struttura democratica, le decisioni vengono assunte con il metodo del consenso e si promuove la partecipazione delle persone ospiti alla vita dell’Organizzazione, all’assunzione di responsabilità e compiti all’interno della medesima.

ADP, attraverso un lavoro educativo e di sensibilizzazione, promuove azioni per il cambio delle abitudini culturali di una società segnata da profonde ingiustizie sociali che sempre più si manifestano attraverso varie forme di violenza.

E uno dei temi centrali del lavoro di ADP consiste proprio nello sradicare la violenza contro la donna come condizione indispensabile per un mondo più giusto nel quale tutti abbiano uguali diritti. I programmi dell’organizzazione sono sia di carattere socio assistenziale, orientati ad offrire alle donne vittime di violenza alternative concrete di vita, sia di carattere socio psicologico perché le medesime possano raggiungere la propria autonomia di persone libere.

I progetti promossi da ADP, oltre al laboratorio de “La Luciernaga” sono quattro.

“Casa Refugio”. Comunità per l’accoglienza (gestita da donne passate attraverso l’esperienza della violenza) che ospita le donne (ed eventualmente i loro bambini) che sono vittime della violenza domestica. Nella comunità alla donna, oltre a trovare la comprensione e l’appoggio delle compagne, viene assicurata la protezione fisica, l’assistenza medica, psicologica, legale e l’accompagnamento fino alla soluzione del caso. L'Associazione offre accoglienza a donne provenienti da tutto il Paese, ma soprattutto dai quartieri marginali di Tegucigalpa, dove la violenza sui più deboli assume proporzioni drammatiche;

Orientamento Materno. Progetto per le donne incinte e le giovani madri che ricevono formazione sulla cura di se stesse e del bimbo, sulla pianificazione familiare, sui diritti della donna. Viene inoltre offerto un percorso educativo sulla alimentazione naturale, sull’igiene e sulla psicologia infantile;

Microcredito. Per le donne povere che vogliono intraprendere attività di microimpresa organizzate in gruppi o piccole cooperative;

Formazione ed educazione. Percorsi di educazione popolare rivolti a donne di distinti gruppi sociali su: diritti umani, cooperativismo, organizzazione sociale, partecipazione democratica e incidenza politica.

La cooperativa “La Luciernaga” nasce dallo sviluppo del laboratorio terapeutico che l'Associazione aveva previsto per le donne accolte nel Centro di Accoglienza. Il laboratorio, dove vengono prodotte candele decorative, originariamente fu pensato in funzione terapeutica (recupero della stima, lavoro di gruppo, reinserimento sociale...). La necessità economica di tante donne ha fatto si che il laboratorio potesse rappresentare una risposta al problema lavoro. L’Associazione ha quindi deciso di investire nel laboratorio, nella professionalità e soprattutto ha dato fiducia a tante donne che desideravano trovare risposte ai loro problemi. Al giugno del 2005 nel laboratorio di produzione vi lavoravano sei donne mentre altre tre persone erano impiegate nella commercializzazione e nell’amministrazione della cooperativa.

Nella notte del 5 giugno 2005 La Luciernaga ha subito un vile attentato che ha messo a repentaglio la vita di molte persone e che ha completamente distrutto la piccola fabbrica in cui venivano prodotte le candele decorative. Nel momento dell’attentato presso la Casa Refugio si trovavano ospiti 16 bambini e 9 donne che, nonostante la paura, hanno comunque salvato la vita.

La piccola fabbrica che sorge a pochi metri dalla Casa Refugio è stata completamente distrutta.

Tutto è stato ridotto a cenere: la struttura (un locale di circa 60 metri quadri), le attrezzature per la produzione (forni, caldaie, cucine, stampi…), le materie prime (paraffina, essenze, coloranti, fiori secchi, stoppini…); gli imballaggi (cellofan, giornali, scatoloni…) le attrezzature di ufficio (computer, telefoni, fax, archivi); gli arredi (tavoli, scaffalature, scrivanie…) e alcune casse contenenti prodotti finiti.

Da settembre, grazie all’aiuto della solidarietà internazionale e alla determinazione delle donne, La Luciernaga ha ripreso la produzione di candele. Ovvero ha ripreso un’impresa costituita da donne povere che insieme lavoravano per affrancarsi dalla povertà in cui il sistema le aveva rigettate e che insieme si battevano per affrancarsi e affrancare altre donne da situazioni di violenza e oppressione.

La Cooperativa Terre Solidali ha instaurato con l'ADP e la Cooperativa La Luciernaga un particolare rapporto di solidarietà. Grazie ad un lavoro congiunto infatti La Luciernaga è stata accreditata e nel 2005 iscritta nel Registro IFAT come organizzazione di commercio equo e solidale. La Cooperativa Terre Solidali attraverso donazioni periodiche (raccolte in Italia attraverso le cosiddette bomboniere della solidarietà) sostiene la Casa Rifugio provvedendo in primo luogo alle necessità basiche quali le visite mediche dei bambini e delle donne ospiti. Inoltre ha consolidato il rapporto commerciale con La Luciernaga riconoscendo alla quale il 32% del prezzo finale delle candele. La Cooperativa Terre Solidali è inoltre intervenuta immediatamente dopo l'incendio contribuendo alla ricostruzione del laboratorio e agli approvigionamenti di materia prima perchè le attività di produzione fossero ripristinate

al più presto.

 

 

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