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MAGU

La cooperativa MAGU nasce nel 1986 nella comunità della Arada nel sud dell’Honduras nella regione di Nacaome ai confini con il Salvador e prende il nome dai due cognomi tradizionali della zona, Manzanales e Gutierrez. La zona è abitata dalla popolazione indigena Lenca, famiglia originaria discendente dai Maya. I Lenca (circa 250 mila persone) rappresentano il gruppo indigeno più numeroso in Honduras. Insieme al resto della popolazione indigena vive in una condizione di estrema povertà e di oppressione culturale e politica. Il governo centrale non riconosce né lingua, né religione, né autonomia sulle terre ancestrali. Solitamente lavorano come braccianti agricoli nelle grandi piantagioni di caffè. Attualmente la cooperativa è formata da 22 donne che eleggono ogni tre anni un consiglio direttivo di 5 persone. La cooperativa si dedica alla produzione di oggetti in terracotta secondo la particolare tradizione locale che non prevede l’uso del tornio. Tutti gli oggetti sono infatti modellati a mano. La regione è molto secca e storicamente le donne si sono dedicate alla produzione di anfore per il trasporto dell’acqua dai pozzi ai villaggi. Altri oggetti tipici sono il “comal” ovvero il piatto dove si fa cuocere la “tortilla” di mais, pentole per la cottura dei fagioli e brocche per “l’atol” la bevanda di mais. Ma le donne erano anche incaricate della costruzione di statue rappresentative delle divinità protettrici delle comunità che decoravano i luoghi di culto, dei monili ornamentali indossati dai sacerdoti durante le celebrazioni religiose e le feste. La cooperativa ha ripreso la produzione con le medesime tecniche e partendo dalle linee originarie ha sviluppato decine di modelli di fine artigianato artistico. La cooperativa controlla il ciclo completo della produzione che si compone di otto fasi:

  • la raccolta dell’argilla, di quattro consistenze e colorazioni diverse, alla base dei pendii della comunità;

  • la macerazione e la preparazione dell’argilla;

  • modellazione a mano degli oggetti;

  • essiccazione e riscaldamento al sole;

  • prima cottura nel forno;

  • decorazione attraverso rilievi;

  • fumigazione nel forno;

  • rimozione dei rilievi e lucidatura.

Attraverso questa lavorazione comunemente detta a “negativo” sugli oggetti si fissano disegni la cui colorazione è quella naturale dell’argilla più o meno sfumata. La cooperativa possiede un piccolo appezzamento di terra dove sono state costruite le vasche di macerazione per l’argilla, i forni per la cottura e due magazzini dove viene riposta la produzione. Vi sono inoltre grandi tavoli sotto gli alberi dove le donne modellano l’argilla. Il fatto di lavorare insieme contribuisce a mantenere la propria lingua e recuperare un senso di socialità che andrebbe irrimediabilmente perduto.

La cooperativa ha sempre venduto la propria produzione ai cosiddetti “coyotes” ovvero intermediari che comprano a prezzi estremamente bassi per poi rivendere con forti margini di profitto. I pezzi di MAGU sono apprezzati e comperati nelle hall dei grandi hotel della capitale o nei negozi souvenir per turisti, ma alle donne lenca resta circa l’8% del prezzo finale. Sotto Sopra con il primo ordine prova del luglio 2003 (del valore di
900 USD) ha riconosciuto alla cooperativa un prezzo tre volte superiore a quello del “coyote” e l’obiettivo era quello di arrivare ad una composizione del prezzo per cui alla cooperativa potesse rimanere il 40% del prezzo finale. La Cooperativa Sociale Terre Solidali ha dato seguito ai rapporti intercorrenti tra MAGU e l'Associazione Sotto Sopra riconoscendo un prezzo ancora più adeguato arrivando al 35% del prezzo finale.
La Cooperativa Terre Solidali inoltre ha agito sulla continuità degli ordini garantendo alla Cooperativa MAGU la produzione per tutto il corso dell'anno.

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